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Interkulturelles amerikanisch-spanisches Missverständnis! |
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Nützliche Hinweise: |
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Benvenuti sulla pagina web di www.Übersetzungswissenschaft.de e www.Translatologie.de. Nel nostro mondo multiculturale e globalizzato spesso ci si dimentica che la “comprensione delle culture”, specialmente a livello linguistico, risente dell’influenza di molteplici fattori. Ciò significa che tradurre da una lingua a un’altra non dovrebbe limitarsi ad essere visto come un transfer di simboli linguistici basato sull’ausilio di dizionari, banche dati terminologiche e regole grammaticali ma si basa piuttosto su un insieme di fattori interdipendenti tra loro che amiamo definire “Translatorisches Handlungsinventar” e che possiamo utilizzare per muoverci negli spazi fittizi e virtuali della cultura e del pensiero. Nel dibattito scientifico della traduzione si sono andate affermando /x-tad-bigger>/color> fino ad oggi due correnti contrapposte(ich hab den Satz umgestellt)/x-tad-bigger>/color>, da un lato la filosofia universalistica che sotto la fede di un umanesimo oltre ogni confine vede la traduzione principalmente come un contributo per la costituzione di una lingua comune a tutti, dall’altro invece il romanticismo che /x-tad-bigger> tra l’altro/x-tad-bigger>/color> con la teoria di Schleiermacher /x-tad-bigger> /x-tad-bigger>/color> vede nella traduzione una fecondazione reciproca delle culture attraverso il riconoscimento delle rispettive particolarità immutabili, così vogliamo discutere del compito della traduzione come transfer culturale che include categorie specifiche del "L'agire comunicativo" nei mondi virtuali del pensiero./x-tad-bigger> In
queste pagine cercheremo sia di analizzare le tendenze dominanti delle scienze
traduttive su un piano teorico-scientifico sia di fornire su un piano
teorico-conoscitivo nuovi spunti riflessivi con una prospettiva
interdisciplinare. Troverete /x-tad-bigger>inoltre qui di seguito/x-tad-bigger> indicazioni//x-tad-bigger>/color>riferimenti attuali dalla scienza della traduzione e dai suoi settori marginali/complementari.
Helmuth Sagawe
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